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26 Ottobre 2026
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In tutti i discorsi fatti dagli avvocati in questi giorni manca sempre una voce: quella della gente normale. Parlo di chi non ha mai avuto a che fare con la giustizia, si sveglia la mattina per lavorare, paga le tasse e pensa solo a far crescere i propri figli e nipoti senza l'ansia che succeda qualcosa di grave. Tutte le storie sulle procedure, sulle leggi e sui controlli preventivi sono belle parole da salotto, ma la strada Γ¨ un'altra cosa. Quando un corteo diventa una guerriglia e ci sono gruppi organizzati con sassi e spranghe, la politica non c'entra piΓΉ niente. Destra o sinistra non contano, conta la pelle della gente. Trovo assurdo pretendere che le forze dell'ordine stiano a guardare e intervengano solo a danni fatti, pur di non toccare un regolamento. Significa solo aspettare che ci scappi il morto. Se per disarmare i violenti prima che parta il corteo serve fare perquisizioni e fermare chi Γ¨ sospetto, bisogna farlo e basta. Per un cittadino onesto questa non Γ¨ dittatura, Γ¨ protezione. Se la polizia ferma per sbaglio una persona perbene, pazienza. SarΓ un momento di rabbia, un grosso fastidio, ma nel giro di due ore si controllano i documenti, arrivano le scuse e si torna a casa vivi. Un passante colpito da un sasso o un poliziotto all'ospedale non li curi con un controllo dei documenti. Le leggi devono difendere chi rispetta le regole, non legare le mani a chi ci protegge. Mettere la vita delle persone davanti alla burocrazia Γ¨ solo buonsenso, ed Γ¨ l'unica cosa che un Paese normale dovrebbe pretendere.
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