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14 Settembre 2026
๐ง๐ฉ, ๐ถ๐ป๐ด๐ฎ๐ป๐ป๐ผ ๐ฑ๐ฒ๐น๐น'๐ฎ๐ฐ๐ฐ๐ฒ๐๐ ๐ฝ๐ฟ๐ถ๐บ๐ฒ ๐๐ถ๐บ๐ฒ ๐ฒ ๐น๐ฎ ๐บ๐ฒ๐ฟ๐ฐ๐ถ๐ณ๐ถ๐ฐ๐ฎ๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฒ ๐ฑ๐ฒ๐น ๐ฑ๐ผ๐น๐ผ๐ฟ๐ฒ โญ IN EVIDENZA
Guardate, c'รจ poco da girarci intorno: la televisione di oggi ci sta prendendo palesemente per il c... E badate bene, lo fa senza nemmeno preoccuparsi di nasconderlo.
Non serve nemmeno andare a consultare una qualsiasi guida TV cartacea. ร sufficiente fare la prova direttamente sul divano di casa: accendi la TV e ti metti a guardare La Ruota della Fortuna, schiacci il tasto "Info" sul telecomando alle 21:40 e cosa scopri? Che per lo schermo il programma successivo รจ giร iniziato alle 21:20! Una presa in giro in piena regola. La veritร รจ che la prima serata vera e propria ormai non parte mai prima delle dieci di sera. In mezzo ci rifilano un'ora abbondante di quel "brodo allungato" che chiamano โaccess prime timeโ, tra pacchi, tabelloni e mini-salotti trascinati fino allo sfinimento.
Ma รจ mai possibile che dobbiamo subire questa tortura quotidiana? Anche se magari per alcune reti non paghiamo il canone. La risposta รจ una sola e si chiama guerra spietata dei dati Auditel. Spostando l'avvio reale sempre piรน avanti, i canali sanno benissimo come interpretare gli ascolti a loro piacimento. Si inventano blocchi fittizi, spezzettano le trasmissioni, e tutto per non far pesare i minuti con una percentuale bassa di pubblico sulla media finale. Il risultato? Ottimizzazione dello share a tavolino e il telespettatore, specie se anziano o se deve andare a lavorare il giorno dopo, deve fare le ore piccole pure per vedersi un film fino alla fine.
Ma il livello piรน basso non รจ neppure lo strazio degli orari. Il vero cortocircuito arriva quando cambi con il tuo telecomando sui talk di cronaca nera. Lรฌ la mercificazione del dolore diventa quasi grottesca e vile. Ti propinano ore di dettagli macabri, le solite ricostruzioni delle villette, lacrime a favore di telecamera e conduttori con la faccia d'ordinanza affranta; dettagli ottimi per catturare la parte piรน morbosa di chi guarda. Poi, senza un briciolo di rispetto e di etica, fascia pubblicitaria. Un secondo prima ti stringono il cuore per un delitto e un secondo dopo ti piazzano 3-4 minuti di spot martellanti su assorbenti, pannoloni per incontinenza, lassativi o roba per l'intestino pigro.
ร veramente un contrasto violento e vigliacco, di quelli che ti lasciano un amaro in bocca; almeno, questo รจ lโeffetto che fa a me. Questo ti fa capire, come un pugno nello stomaco, che in certa TV il dramma umano non serve a fare informazione. ร solo un pretesto tra una fascia e lโaltra di pubblicitร , insomma รจ tema da share. Un'esca per catturare il pubblico, studiata ad hoc per vendere prodotti intimi a una platea rimasta incatenata allo schermo. La cosa piรน triste di questa assurda realtร รจ che ci abbiamo fatto pure l'abitudine.
14/09/2026 Editoriale C.T.
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Non serve nemmeno andare a consultare una qualsiasi guida TV cartacea. ร sufficiente fare la prova direttamente sul divano di casa: accendi la TV e ti metti a guardare La Ruota della Fortuna, schiacci il tasto "Info" sul telecomando alle 21:40 e cosa scopri? Che per lo schermo il programma successivo รจ giร iniziato alle 21:20! Una presa in giro in piena regola. La veritร รจ che la prima serata vera e propria ormai non parte mai prima delle dieci di sera. In mezzo ci rifilano un'ora abbondante di quel "brodo allungato" che chiamano โaccess prime timeโ, tra pacchi, tabelloni e mini-salotti trascinati fino allo sfinimento.
Ma รจ mai possibile che dobbiamo subire questa tortura quotidiana? Anche se magari per alcune reti non paghiamo il canone. La risposta รจ una sola e si chiama guerra spietata dei dati Auditel. Spostando l'avvio reale sempre piรน avanti, i canali sanno benissimo come interpretare gli ascolti a loro piacimento. Si inventano blocchi fittizi, spezzettano le trasmissioni, e tutto per non far pesare i minuti con una percentuale bassa di pubblico sulla media finale. Il risultato? Ottimizzazione dello share a tavolino e il telespettatore, specie se anziano o se deve andare a lavorare il giorno dopo, deve fare le ore piccole pure per vedersi un film fino alla fine.
Ma il livello piรน basso non รจ neppure lo strazio degli orari. Il vero cortocircuito arriva quando cambi con il tuo telecomando sui talk di cronaca nera. Lรฌ la mercificazione del dolore diventa quasi grottesca e vile. Ti propinano ore di dettagli macabri, le solite ricostruzioni delle villette, lacrime a favore di telecamera e conduttori con la faccia d'ordinanza affranta; dettagli ottimi per catturare la parte piรน morbosa di chi guarda. Poi, senza un briciolo di rispetto e di etica, fascia pubblicitaria. Un secondo prima ti stringono il cuore per un delitto e un secondo dopo ti piazzano 3-4 minuti di spot martellanti su assorbenti, pannoloni per incontinenza, lassativi o roba per l'intestino pigro.
ร veramente un contrasto violento e vigliacco, di quelli che ti lasciano un amaro in bocca; almeno, questo รจ lโeffetto che fa a me. Questo ti fa capire, come un pugno nello stomaco, che in certa TV il dramma umano non serve a fare informazione. ร solo un pretesto tra una fascia e lโaltra di pubblicitร , insomma รจ tema da share. Un'esca per catturare il pubblico, studiata ad hoc per vendere prodotti intimi a una platea rimasta incatenata allo schermo. La cosa piรน triste di questa assurda realtร รจ che ci abbiamo fatto pure l'abitudine.
14/09/2026 Editoriale C.T.