📅 26 Agosto 2026
Grottaglie, tra cantieri e ciclabili: la vera transizione ecologica parte dal verde, non dall'asfalto
Guardando gli ultimi interventi in corso su via Calò e leggendo le risposte dei cittadini al dibattito pubblico di questi giorni, la sensazione che si avverte è sempre la stessa: si continua a confondere la sostenibilità con l’asfalto.
Da 48 anni raccontiamo questo territorio e la sua evoluzione, ed è proprio con questo sguardo storico che ci sentiamo di dirlo chiaramente: riempire la città di monconi di piste ciclabili — spesso brevi, slegate tra loro e calate dal centro alla periferia senza una reale strategia sui parcheggi — non significa fare mobilità sostenibile. Il rischio concreto è quello di complicare la quotidianità di chi deve semplicemente lavorare, accompagnare i figli a scuola o fare acquisti, costringendo i veicoli a girare a vuoto per la ricerca di un posto e incrementando, paradossalmente, l'inquinamento atmosferico nei quartieri.
La vera battaglia per l'ambiente non si combatte sottraendo spazio alla viabilità ordinaria o inserendo cordoli dove la sede stradale è già complessa. Se l'obiettivo condiviso è migliorare la qualità dell'aria e restituire vivibilità alle nostre strade, la priorità urbanistica deve essere un'altra: la piantumazione di alberi, la creazione di polmoni verdi diffusi in ogni zona della città e una cura costante del decoro urbano già esistente.
Intercettare ed erogare risorse pubbliche senza una visione strategica d'insieme genera inevitabilmente disagi a catena. La transizione ecologica è una sfida fondamentale, ma ha davvero valore soltanto quando produce un beneficio concreto e misurabile per la qualità della vita di tutta la comunità.
26/08/2026 Editoriale C.T.
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Da 48 anni raccontiamo questo territorio e la sua evoluzione, ed è proprio con questo sguardo storico che ci sentiamo di dirlo chiaramente: riempire la città di monconi di piste ciclabili — spesso brevi, slegate tra loro e calate dal centro alla periferia senza una reale strategia sui parcheggi — non significa fare mobilità sostenibile. Il rischio concreto è quello di complicare la quotidianità di chi deve semplicemente lavorare, accompagnare i figli a scuola o fare acquisti, costringendo i veicoli a girare a vuoto per la ricerca di un posto e incrementando, paradossalmente, l'inquinamento atmosferico nei quartieri.
La vera battaglia per l'ambiente non si combatte sottraendo spazio alla viabilità ordinaria o inserendo cordoli dove la sede stradale è già complessa. Se l'obiettivo condiviso è migliorare la qualità dell'aria e restituire vivibilità alle nostre strade, la priorità urbanistica deve essere un'altra: la piantumazione di alberi, la creazione di polmoni verdi diffusi in ogni zona della città e una cura costante del decoro urbano già esistente.
Intercettare ed erogare risorse pubbliche senza una visione strategica d'insieme genera inevitabilmente disagi a catena. La transizione ecologica è una sfida fondamentale, ma ha davvero valore soltanto quando produce un beneficio concreto e misurabile per la qualità della vita di tutta la comunità.
26/08/2026 Editoriale C.T.