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📅 27 Luglio 2026

La panchina azzurra e il peso delle scelte: il caso Pirlo oltre il campo

Andrea Pirlo si è svegliato lunedì con una gatta da pelare. La sua candidatura a ct della Nazionale, che sembrava in dirittura d'arrivo, ha incassato un colpo basso: la sponsorizzazione con Fonbet, società russa di scommesse, è finita nel mirino del Codacons e della politica. Il risultato? La Figc ha messo tutto in stand-by.
Pirlo ha provato a spegnere l'incendio con un post sui social. Ha detto che il contratto con Fonbet è nato negli Emirati, che è un rapporto commerciale come tanti, che non c'è nulla di politico. Una precisazione doverosa, forse anche sincera. Ma non basta a convincere chi, in una fase delicata come questa, vede nella scelta del ct un atto che va oltre il campo.
Perché la Nazionale non è una squadra qualsiasi. E il ct, oggi, è un simbolo. La Figc lo sa, e per questo sta temporeggiando. Non c'è fretta, ma c'è la consapevolezza che la scelta dovrà cadere su un profilo che non dia adito a polemiche. Che non porti con sé ombre o strumentalizzazioni.
Il caso Pirlo, al di là della vicenda specifica, solleva una questione più generale: il ct di oggi deve essere anche un comunicatore, un uomo di equilibrio, un punto di riferimento. Non basta conoscere il calcio. Serve saper gestire l'immagine, gli scandali, le pressioni. Insomma, la panchina azzurra non è mai stata così pesante.
La Figc sceglierà, forse nei prossimi giorni. Forse no. Ma una cosa è certa: non sarà una scelta tecnica. Sarà una scelta politica.

Editoriale C.T.
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